Tangenti commestibili
Confesso che ogni tanto dubito della mia conoscenza della lingua italiana e per rassicurarmi vado a vedermi un vocabolario. Ad esempio, sono andato a vedermi la parola “tangente“, tanto per essere sicuro, ma -oltre a quelle matematiche e geometriche- ho trovato di uso comune solo la definizione:
s. f. Somma di denaro pretesa illecitamente, in genere secondo una certa percentuale, adducendo a pretesto la garanzia, per colui che paga, che non subirà molestie o danni (Treccani)
E allora, questi dolcetti alla mandorla -buonissimi fra l’altro!- prodotti dalla ditta A. Neri di Siracusa, a cosa devono il nome “Tangenti dolcemente alimentari”? Di matematico vi assicuro che non hanno niente -come dell’altra opzione, per quanto ne so io.
Qualcuno dei lettori ha qualche idea in proposito? A me salta in mente solo che nel gergo di alcune zone del Veneto c’è il modo di dire “Dare la mandorla“ che sta a significare pagare o dare quattrini, ma mi sembra una mescolanza linguistica nord-sud troppo bella per essere vera, chissà cosa potrebbe dire la Lega…
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