God save the codice della strada
La foto qui presente è stata scattata a Copenhagen durante il trasferimento della Guardia Reale dalla caserma a Palazzo Reale per il cambio, appunto, della guardia.
Non che io sia uno di quelli che ha la mania dei soldatini, eh, solo che me ne ero uscito poco prima da Christiania, gironzolavo senza meta e mi sono incuriosito al passaggio di questi si spera prodi militi e allora, in una crisi di pecoronaggine, mi sono accodato alla piccola folla che seguiva la pattuglia (o il drappello, o il plotone, che ne so come si chiama…).
Tutto a posto, tutto conforme: sergente (o tenente, o colonnello, che ne so…) che sbraita i comandi, pestare ritmato degli scarponi, fucil-in-spall, allineamento perfetto, giberne e spadini luccicanti, i volti severi, con espressione marziale e concentrata, codazzo di turisti e di giapponesi con macchine fotografiche dietro. Tutto regolare, eppure…
Eppure da bravi cittadini rispettosi i validi soldatini (soldatini un piffero, sono grandi e grossi, altro che) se ne stanno fermi al semaforo aspettando che venga il verde nonostante la presenza di un poliziotto la cui principale funzione però non è quella di agevolare il transito della milizia bloccando il traffico, bensì quella di multare a sangue gli incauti che usano il clacson per chiedere di velocizzare la cosa, visto che dietro il codazzo di turisti c’è la coda degli automobilisti locali -per i quali la fedeltà alla corona è fuori discussione, ciononostante anche arrivare a casa in fretta ha la sua importanza.
Che dire? C’è da sperare che in caso di tumulti, rivoluzioni o assalti al Palazzo siano previste delle eccezioni al codice della strada, perchè il pericolo c’è: pare che in un covo di anarchici abbiano scoperto una mappa cifrata di tutti i semafori della capitale …
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