Callisto - di Torsten Krol

Beh, l’ho letto in un paio di giorni e m’è proprio piaciuto. Oddio, niente di stratosferico, ma è un qualcosa di nuovo, un romanzo senza fronzoli, proprio da leggere di corsa, senza fermarsi tanto a rifletterci sopra o a farsi pippe mentali.

E’ la storia di un bietolone grande, grosso e un po’ tonto che vuole partire volontario per l’Iraq e si ritrova in mezzo ad una serie di sfighe più grandi di lui, tra un cadavere che ora c’è ora non c’è, zie nel freezer sotto le pizze, predicatori televisivi integralisti, sbirri cattivi, terroristi inesistenti, prati da tosare e niente sesso (il che è tutto dire per un romanzo contemporaneo…).

L’umorismo c’è tutto, nel modo di scrivere, nelle situazioni, nei personaggi, nell’ambiente, ma si tratta di un punto di vista umoristico -non satirico e men che meno ironico- su una realtà che di per sè non farebbe ridere per niente.

E non è che si rida dappertutto, eh, anzi qualcuno potrebbe -e bene!- gustarselo anche solo come romanzo (romanzo giallo, sotto certi punti di vista) però è una visione un po’ stitica: chi non vede il lato umoristico di questo libro secondo me perde qualcosa, ma tant’è: mi dispiace per questo tipo di lettore, ma mica tutti possiamo vedere il mondo allo stesso modo.

La storia di per sè è anche carina e il modo di scrivere è veloce, sgrammaticato, piacevole: sembra proprio di essere dentro la zucca dello sfigato e mi sono domandato un paio di volte come mi sarei comportato io al posto suo.

E però non c’è solo la storia… o meglio, c’è anche la Storia con la S maiuscola, quella che ti fa capire che cosa sta succedendo, il come sta succedendo e forse anche perchè sta succedendo; è una testimonianza di che cosa capita veramente all’interno di un’America che non solo sta dando i numeri, ma li fa dare anche agli altri.

Senza astio, senza polemica, di una semplice -e cruda- verità, quasi un documentario: vuoi l’America? To’, eccotela qua! Insomma, da leggere d’un fiato, senza però dimenticarsi quello che c’è dietro il racconto e senza dimenticarsi neanche di attivare e tenere svegli quei neuroni un po’ cinici che ci fanno vedere il mondo così com’è ma senza piangerci tanto sopra.

Si astengano dalla lettura complottisti, sociologi del middle west e fanatici religiosi.

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