SALAZZO (Piemonte) - Guglielmo il Calabraghe

Lungo la passeggiata sulle mura antiche ma ancora ben conservate di questo paese, si incontra alta e superba la statua in marmo di Guglielmo di Salazzo, condottiero e capitano di ventura detto il Calabraghe, che per lungo tempo, ai soldi del marchese di Salazzo, protesse la città dalle mire di conquista dei Savoia.

Va detto che il suo soprannome non deve assolutamente essere inteso in senso dispregiativo, anzi: gli venne infatti attribuito durante l’assedio di Salazzo da parte di Amedeo VI di Savoia, quando Guglielmo salì sulle mura per replicare all’ufficiale nemico che di sotto intimava la resa della città; il condottiero si calò la braghetta e, esibendo orgoglioso a due mani il proprio membro virile, le cui dimensioni erano valse al prode un altro soprannome, quello de l’Esagerato, disse al savoiardo: “Veh chi, dì a quel piciu dell’Amedeo che ci venga lui se ce ne ha uno d’uguale, e che ci porti anche la contessina sua sorella, che qua ce n’è per tutti”.

conte Louis de Buade

Secondo alcuni storici però l’episodio non ebbe mai luogo e il soprannome Calabraghe venne attribuito a Guglielmo in forza delle sue virtù e pratiche amorose; pare infatti che l’eroe di Salazzo nella sua vita non facesse altro che battagliare e fare l’amore, il più delle volte ambedue le cose in contemporanea, forte e deciso sia nelle tenzoni di campo che in quelle di letto.

Sia come sia, per queste sue doti la sua statua è oggetto di una particolare attenzione superstiziosa, come si può benissimo notare dall’erosione del marmo reso lucido da innumerevoli toccamenti proprio all’incrocio delle gambe, laddove il Calabraghe riponeva, pare appunto raramente, il proprio orgoglio.

nell’immagine: statua di Louis de Buade a Quebec City

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