Pubblicato il Marzo 16, 2008 di achedes
In una collina ad ovest nella campagna attorno all’industriosa cittadina di Allindre’ si manifestano da diverso tempo fenomeni stranissimi che hanno fatto parlare di volta in volta gli studiosi di una alterazione selettiva del continuum musico-temporale, di un buco nero di carattere spaziovinilico o di influenze poltergeist-nostalgiche, ipotesi tutte e nessuna valida, dal momento che nessuna di queste può essere verificata.
E’ un fatto però che su questa collina compaiono all’improvviso, come se fossero spuntati dal terreno o come se si fossero materializzati dal nulla, vecchi 45 giri di cantanti italiani degli anni ‘60 come Little Tony, Rita Pavone, i Giganti, Gigliola Cinquetti, Marisa Sannia, Nico Fidenco e altri ancora.
Questi vengono reperiti in buono stato, completi di copertine d’epoca con dietro il tagliando per il juke-box, e nonostante l’opposizione degli studiosi e degli scienziati inviati da Accademie e Università da tutti le parti del mondo, che non gradiscono interferenze nelle loro ricerche, s’è sviluppato ormai un gruppo di fanatici locali che a loro volta non gradiscono la presenza di estranei , soprattutto perchè in comune con i funghi questi oggetti hanno la caratteristica di essere commestibili.
E così gli appassionati pattugliano regolarmente la collina e si impadroniscono di ogni disco che riescono a trovare; la sera poi si riuniscono nei bar locali per scambi sia di materiali che di informazioni scambiandosi assaggi l’un con l’altro di un “Fatti mandare dalla mamma” o di un “Non ho l’età” e commentando poi i diversi gusti.
In mancanza di spiegazioni scientifiche, questi appassionati stanno elaborando almeno una tipologia empirica del fenomeno: ad esempio pare infatti da loro definitivamente appurato che i dischi di Gianni Morandi e Rita Pavone si trovano di regola sotto piante di acacia subito dopo l’imbrunire ed abbiano un sapore dolciastro, che i dischi di complessi in genere si trovano nei prati preferibilmente di trifoglio ed abbiano un forte sapore di rabarbaro, mentre i dischi di Gino Paoli, Sergio Endrigo e Nicola di Bari si trovano in luoghi umidi come marcite e simili e abbiano un gusto delicato di violaciocca.
Particolare da non trascurare: non è stato mai, a tutt’oggi, reperito alcun vinile di cantanti stranieri né di Claudio Villa.
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